• laugerva

I diritti delle mamme lavoratrici




Lo sappiamo, in Italia non è facile conciliare carriera e famiglia, su questo fronte il sistema giuridico italiano è ancora arretrato rispetto ad altri Paesi europei dove le mamme sono molto più tutelate.

Purtroppo nel 2020 i numeri delle donne che si licenziano perché non riescono a conciliare famiglia e lavoro sono ancora altissimi.


Ma vediamo un po' quali sono i diritti delle mamme che rientrano al lavoro dopo la nascita di un figlio?


Congedo di maternità obbligatorio


Consiste in un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che copre un arco di tempo pari a 5 mesi: due mesi precedenti la data del parto e tre mesi dopo il parto.

La legge prevede che questo periodo possa essere fruito anche in periodi diversi.


Congedo parentale


Dopo aver usufruito del congedo obbligatorio è possibile chiedere un congedo parentale, ossia un periodo di astensione facoltativo della durata di 6 mesi, fruibile anche in modo frazionato e non continuativo entro i 12 anni del bambino.

Durante tale periodo alle lavoratrici spetta un'indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera.


Permessi per allattamento


Una volta rientrate al lavoro fino al primo anno di vita del bambino, è possibile usufruire dei permessi per allattamento, ossia due ore al giorno di riposo se l'orario di lavoro è di almeno 6 ore giornaliere, e a un'ora se l'orario è inferiore a sei.

L'indennità spettante è pari alla retribuzione.


Divieto di licenziamento


Infine, la lavoratrice non può essere licenziata dall'inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.


A mio parere ci sarebbe ancora molto da fare in materia di tutela delle mamme, per non parlare dei papà.


Per le lavoratrici autonome invece è tutta un'altra storia.

72 visualizzazioni0 commenti