I primi “NO”, come aiutano i nostri bambini:

Aggiornato il: mag 6

Molto spesso ci capita di trovarci nella situazione di dire “No” ai nostri piccoli, per quanto a volte questo dispiaccia, è importante è necessario stabilire dei limiti;

Il “no” detto nella giusta maniera, con calma e fermezza e in modo rassicurante, senza essere aggressivi o alterati, fa in modo che il nostro bambino abbia appunto dei limiti, possibilmente stabili e coerenti e condivisi da tutta la famiglia, in modo che abbia chiaro ciò che è permesso e ciò che è proibito.

Ricordiamoci che i bambini assimilano tutto ciò che vedono e imparano molto di più osservando il comportamento degli adulti piuttosto che dalle parole, detto ciò si dovrebbe fare attenzione al proprio comportamento in loro presenza.

Impostare dei limiti e delle regole ai nostri bambini contribuisce a strutturare la sua personalità, “..aiutandolo a conoscere i confini da non superare e indurlo cosi, a sviluppare importanti capacità di adattamento”.

(A.Z, psicologa e psicoterapeuta)

Inoltre, il "no", deve essere sempre accompagnato da una motivazione, più il bambino è piccolo più chiari e concisi si deve essere nelle spiegazioni.

Il no è bene accompagnarlo ad alternative, per esempio se il nostro bambino tira i capelli, non fermiamoci al "No, non si fa", ma proviamo con "No, non si fa perché fa male, “non tirare i capelli ma fai le carezze"..

I “no” sono diversi a seconda dell’età e rispondono a precise esigenze di crescita. Nella prima infanzia il “No” è quello di divieto, che aiuta i bambini a costruirsi una segnaletica di base. Tra la prima e la seconda infanzia i “No” sono quelli del limite. Nella pre adolescenza il “No” è quello della regola, una bussola per orientarsi nel mondo e per puntare verso l’autonomia.

Mamme e voi come vi comportate con i vostri bambini quando è necessario un “No” o imporre una regola o un limite?

Raccontateci.

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