La storia di allattamento di mamma Silvia e come ha superato le difficoltà.

Aggiornato il: gen 7


Il mio parto, lo scorso 11 giugno 2020 è andato super bene! Il dolore è assolutamente innegabile, ma l'ho affrontato con positività, sempre pensando che da lì a poco, grazie a quel dolore, avrei avuto tra le braccia il mio (anzi nostro) miracolo.

Purtroppo però, a differenza del parto, l'avvio dell'allattamento non è andato così bene. Quando Nicola è nato il risultato del mio tampone covid non era ancora arrivato e le regole dell'ospedale erano chiare: niente pelle a pelle se il risultato del tampone non fosse arrivato in tempo o fosse stato positivo.

Non so, e nemmeno lo saprò mai, se per questo motivo il mio allattamento in ospedale non è partito.

Ho fermato qualsiasi operatore passasse nella stanza per farmi aiutare perché al corso preparto mi avevano sempre detto di farmi aiutare subito in ospedale. Purtroppo nessuno è riuscito ad aiutarmi.

C'è anche chi non ha voluto aiutarmi, dicendo che l'attacco del bambino al mio seno doveva accadere naturalmente, era compito della diade mamma/bambino, e che loro potevano solo correggere un eventuale attacco errato.

Nicola è nato alle 10.46 di un giovedì mattina. Dormiva serenamente nella sua culletta e, la notte tra giovedì e venerdì non ho dormito nulla... Sono stata a fissarlo tutto il tempo!

Il bimbo della mia compagna di stanza voleva sempre, sempre, sempre la tetta, Nicola invece dormiva sempre e non piangeva mai. Non nascondo che un po' la cosa mi preoccupava e mi facevo un sacco di domande: Come faccio a passargli il colostro? E se mi va via il latte? E se, non passandogli il colostro, non mi arriva la montata lattea? Possibile che non abbia fame che il bimbo vicino a noi continua a mangiare?

... Ma tutti mi dicevano di stare tranquilla. Così fino a venerdì sera. Dopo più di un giorno e mezzo dalla sua nascita ancora non aveva mangiato. Sia alcune infermiere, che alcune ostetriche provano ad attaccarlo ma nulla, strilla ogni volta che qualcuno cerca di avvicinarlo al mio seno. Mi veniva da piangere ma non volevo farmi vedere così, soprattutto con persone che non conosco.

Di lì a poco mi portano una sorta di tiralatte da attaccare al muro in modo da stimolare la produzione di latte. Dovevo regolare l'aria con l'indice e svegliarmi ogni due ore, due ore e mezza per tirare il colostro, 15 minuti da un seno e 15 dall'altro.

Un'incubo. Ero stanca. Questo coso mi faceva un male cane. Il mio seno prendeva un forma strana dopo ogni utilizzo e bruciava da morire. Mi sono venute le ragadi senza che il mio bambino si attaccasse.

È stato frustrante.

Intanto avevano iniziato a darmi dei biberon di latte artificiale, con l'aggiunta del mio (pochissimo) colostro tirato. Lo beveva! E lì la mia frustrazione è aumentata ancora di più! Lo beveva in qualsiasi modo glielo abbiano dato: con il biberon, con il bicchierino, con la siringa.

Il sabato mattina facciamo le visite per le dimissioni.

Tutto bene e, anche se Nicola ha avuto un calo fisiologico importante (è nato 3,780 kg e alle dimissioni era 3,5) risultava sano come un pesce. Quando ho letto la lettera di dimissioni che mi ha rilasciato la pediatra dell'ospedale, e ho visto che veniva dimesso con Latte Artificiale, i miei occhi si sono gonfiati di lacrime.

La pediatra ha capito subito.

Si è avvicinata e mi ha detto: "Se questo è ciò che vuoi, non mollare mamma! Fatti aiutare, sfrutta lo spazio allattamento del consultorio!"

Ricordo anche il messaggio di Laura (la nostra blog collaborator), la mia super amica, mamma bis, che aveva partorito da pochi giorni la sua seconda bambina, Giulia. Mi aveva consigliato di provare con i paracapezzoli in silicone.

E così, la domenica mattina alle 8.45 Chicco prende e va da Prénatal a prendere i paracapezzoli MAM. Alle 9.30 avevo il mio bambino attaccato al seno e mangiava!

Che meraviglia!! Ero contentissima!! Finalmente mangiava... E mangiava il MIO latte! Tra le cose che mi avevano detto in ospedale c'era anche che i miei capezzoli erano piatti, ed avevo iniziato a crederci. Sono sincera, non mi piacevano molto i paracapezzoli... lo trovavo una menata, la sterilizzazione ad ogni utilizzo, una roba di plastica che si metteva tra noi due... era tutto strano! Si attaccava, stava attaccato un'ora (a volte un po' di più), beveva un pochino, poi si addormentava... Finché il venerdì successivo, a 8 giorni dal parto, su consiglio di alcune amiche, vado in consultorio e chiedo di Roberta, un'ostetrica di cui mi hanno parlato molto bene.

Roberta è una delle ostetriche del Consultorio vicino a casa. È lei che cura lo spazio allattamento e pare che a lei piacciano le sfide difficili.

Io mi sono presentata con tutti i miei problemi. Non so se il mio bambino mangia abbastanza, le ragadi, soprattutto al seno destro, un dolore forte al seno sinistro, che mi provoca addirittura brividi di freddo e capogiri e scopro che è per via di un ingorgo di latte nei dotti.

Pesiamo il mio bimbo ed era calato ancora 3,420  kg.

Mi conferma che la situazione non è rosea ma che possiamo recuperare. Che ci vorrà tanta fatica ma, se lo voglio veramente, ce la posso fare. E che non sarei meno mamma se decidessi di mollare. Dovevo fate ciò che mi faceva stare bene, sia fisicamente che psicologicamente.

Mi dice che i miei capezzoli sono dei normalissimi capezzoli e lei, in pochissimo tempo, riesce ad attaccare Nicola al mio seno, senza paracapezzoli, senza farlo piangere.

Mi corregge la posizione, corregge il suo attacco ed esco di lì carichissima!!

Purtroppo però io a casa non riuscivo ad attaccarlo senza paracapezzolo. Quando ci rivediamo mi consiglia di iniziare la poppata con il paracapezzolo e di toglierlo dopo qualche minuto. Non sempre, ma spesso funzionava.

Le poppate erano sempre infinite, io ero sempre con la tetta di fuori.

Alle pesate però Nicola cresce poco, pochissimo.

Roberta mi chiede sempre come sto, come mi sento. Riesce sempre a farmi sentire una super mamma e a valorizzare tutto lo sforzo che sto facendo.

Mi propone di fare delle piccole aggiuntine di latte ad ogni poppata e di rivederci il lunedì, anziché il venerdì successivo. Una settimana sarebbe stata troppo lunga se avesse messo ancora così poco peso.

La prova è andata bene, finalmente aveva messo peso! Ricordo che mi disse: "bene, ha messo in 3 giorni quello che dovrebbe mettere in una settimana! Ora bisogna cercare di eliminare il paracapezzolo e diminuire, pian pianino, le aggiuntine di latte". Nel giro di due settimane eliminiamo completamente le aggiunte e, quando Nicola ha un mese, riusciamo a togliere definitivamente anche i paracapezzoli... Finalmente!

Più di un mese per far partire l'allattamento. Più di un mese di pianti e preoccupazioni. Più di un mese in cui tutti mi facevano notare che il mio bambino fosse troppo magaro e "probabilmente non hai latte", "probabilmente il tuo latte è acqua", "ma non ti conviene passare all'artificiale?".

Più di un mese con il mio bambino costantemente attaccato, giorno e notte, per tantissimo tempo ad ogni poppata.

Più di un mese per arrivare alla svolta. Da quando eliminiamo i paracapezzoli Nicola inizia a prendere 200/250 g a settimana.

Ora Nicola sta bene, la pediatra, la stessa che alla prima visita mi consigliava di passare all'artificiale, ora mi dice di continuare con il mio latte perché ha una crescita perfetta.

È nata una bellissima storia di latte, che spero di continuare finché io e lui ne sentiremo il bisogno.

Grazie a Roberta, il nostro angelo, per avermi aiutata, avermi incoraggiata e aver avuto tanta fiducia in noi, nella nostra diade mamma-bimbo, grazie al mio meraviglioso compagno Federico (Chicco), che mi ha sempre sostenuta e ogni giorno mi ricordava quanto io valessi e quanto fossi una brava mamma ed infine grazie a me stessa, perché ci ho sempre creduto, nonostante le fatiche ed i commenti non richiesti.

Tutto questo per dirvi, se siete in difficoltà con il vostro allattamento, fatevi aiutare! E se deciderete di non continuare non sentitevi meno mamme. Ci vuole coraggio anche nel decidere di non voler allattare e prendere altre strade. Qualsiasi sia la vostra decisione, se rende più serena la vostra diade sarà quella giusta!



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