Seggiolone o sedia evolutiva?

Qualche tempo fa vi ho parlato di ergonomia per quanto riguarda i supporti portabebè, oggi ho deciso di risfoderare l'argomento, parlando di postura a tavola.


Forse ve l'ho già detto, ma per la nascita di Nicola ho comprato di tutto e di più e buona parte delle cose si sono rivelate inutili.

Ma si sa, è il primo figlio, il primo nipote, non abbiamo fratelli, nessuno dei nostri parenti aveva bambini piccoli, quindi ci siamo fatti un po' prendere la mano.


A tal proposito vi stra consiglio il libro "Bebè a costo zero" di Giorgia Cozza, per non riempire la casa di cose di cui non saprete cosa farne o che utilizzerete un paio di volte e poi scoprirete essere delle vere e proprie "ciofeche".


Le uniche cose che non abbiamo comprato sono state sdraietta e seggiolone perché un collega del mio compagno ci teneva molto a darci quelli della sua bambina, tenuti benissimo.


Col senno di poi meno male perché la sdraietta l'ho usata si e no un paio di volte, molto meglio lasciare i bimbi a terra, in una palestrina o su un tappetone come per altro consigliano tutti gli specialisti.


Il seggiolone era uno dei classici seggioloni in plastica, super imbottiti.

Era esattamente il modello che avevo in mente io, solo l'avrei preso di un altro colore.


La posizione che una sedia pappa permette al bimbo a tavola dovrebbe essere il primo criterio di scelta, a discapito di altri come la forma, l’imbottitura, il colore.


Eppure molti genitori (me compresa prima di informarmi a dovere) sono ancora convinti che l’acquisto intelligente sia il seggiolone in plastica super imbottito, sfarzoso e multiattività (per esempio con funzione dondolo, sdraietta, centro gioco, etc…).


I cataloghi sono pieni di articoli simili, ma mi sento di consigliarne l’utilizzo solo al di fuori del momento “pappa a tavola”.


Devo ammettere che quando Nicola ha iniziato a non dormire durante i nostri pasti, metterlo in quel seggiolone in posizione reclinata ha salvato molti dei nostri pasti.

Questo dal secondo al sesto mese di vita circa.

Lui era lì con noi, ci vedeva, e ciò ci dava il tempo di mangiare qualcosa al volo.


Quando però Nicola ha iniziato ad essere attratto dal cibo e ha incominciato a mamgiucchiare i primi assaggi la postura di quel seggiolone non mi convinceva proprio ed ho deciso di informarmi.


L’ergonomia e la postura corretta infatti sono tutt’altro paio di maniche e non è solo un argomento posturale e di salute ma anche psicologico ed educativo.


In sostanza si tratta di capire la differenza tra seduta passiva (quella data dai seggioloni in cui il bimbo è “stravaccato”, semisteso) e seduta attiva, ovvero quella in cui il bimbo è attento e ricettivo.


Il padre dell’ergonomia, il norvegese Peter Opvsik, designer delle più famose sedie ergonomiche nonché del Tripp Trapp Stokke, la sedia pappa per eccellenza, è stato colui che ha coniato il concetto di equilibrio dinamico, che ispira il controllo per non sbilanciarsi e al contempo il movimento, favorendo l’attenzione ed evitando la passività.


In questo un ruolo fondamentale lo hanno le gambe e i piedi: essi infatti hanno totale responsabilità non solo quando siamo in movimento ma anche quando siamo seduti.


Ne consegue che il bambino seduto attivamente avrà i piedi che poggiano su un supporto, esattamente come l’adulto poggia a terra i piedi quando è seduto. I piedi formeranno, per quanto possibile per un bimbo sotto l’anno di vita, un angolo di circa 90 gradi con le caviglie e a sua volta anche il ginocchio avrà l’angolo a poco meno di 90 gradi.

In questo modo sarà naturale che la schiena sia eretta e il bimbo in posizione attiva e ricettiva di ciò che avviene davanti a lui.


Questa appena descritta è la classica posizione che il bimbo assume su una sedia Tripp Trapp Stokke o su altre sedie pappa ispirate a tale filosofia.


Prendendo come riferimento la sedia Tripp Trapp, essa è utilizzabile dai 6 mesi con il Baby Set, un rail che trattiene il bimbo che non ha ancora ovviamente l’equilibro necessario per essere lasciato libero su una sedia e sostituiscono le cinture di sicurezza delle sedie evolutive di altre marche. Dai 2-3 anni è possibile l’utilizzo della sedia senza il Baby Set, regolando le tavolette di seduta e di poggiapiedi in base all’altezza del bambino in maniera tale che il piccolo mantenga sempre la posizione sopra descritta.

Sarà la tavoletta dei piedi ad insegnare l’equilibrio e la stabilità al bimbo.


Ovviamente la mia non vuole essere una pubblicità gratuita al Tripp Trapp della Stokke, negli anni anche altre aziende hanno prodotto delle sedie in legno sullo stesso stile, molto più economiche.


Vi basterà scrivere sedia evolutiva su Amazon e ve ne usciranno diverse a prezzi abbordabili come quella di Hauck, quella di Roba o quella di Safety 1st.



Tra le sedie evolutive, ma non in legno, trovate anche la Slex Evo di Brevi.


In definitiva una sedia pappa ergonomica sarà sempre un buon investimento per più motivi:


-insegna ed assicura una postura corretta al bambino anche per l’età prescolare e scolare


educa il bimbo a stare a tavola correttamente


-è un acquisto a lungo termine perché segue la crescita del bambino fino a diventare normale sedia


– è meno ingombrante di un normale seggiolone pappa ed è più semplice da pulire


-sarà sempre utilizzabile a tavola o in alternativa alla scrivania dello studio o della cameretta.


Altro punto fondamentale di queste sedie è il fatto di essere state pensate per tenere il bimbo direttamente a tavola con gli altri componenti della famiglia, proprio per favorire l’interazione, la vicinanza e la convivialità nei sempre più rari momenti in cui le famiglie d’oggi si riuniscono. Anche per questo nascono rigorosamente senza reclinazioni (che a tavola non servono) e senza vassoio, anche se poi una sorta di tavolino esiste come accessorio opzionale.


Noi abbiamo scelto come regalo per la ptima Santa Lucia di Nicola la sedia evolutiva in legno Timba della Safety 1st, ed è stata un ottimo acquisto!!

Nicola ci sta molto volentieri ed è radicalmente cambiato il suo concetto di pappa e noi ci sentiamo molto più sicuri!


Se i vostri piccoli non sono ancora in fase di svezzamento e vogliono stare a tavola con voi ma non sanno stare seduti e/o non hanno ancora il controllo del capo, per molte di queste sedie esistono dei newborn set per far partecipare il bambino alla vita familiare portandolo all'altezza del tavolo.




Infine, se volete un seggiolone ergonomico e non siete interessati ad una sedia evolutiva, oppure volete un secondo seggiolone da lasciare dai nonni ed essere sicuri di vivere il momento pappa in piena ergonomia, il seggiolone Antilop di IKEA è ciò che fa per voi!

Ha un costo irrisorio di 12 euro, con 5 euro potete aggiungere il vassoio ed i cuscini riduttori partono dai 4 euro.

Unica pecca, non ha il poggia piedi, ma se vi ingegnante un attimo e cercate sul web, troverete tante soluzioni per realizzarlo con pochi euro!


E voi di che team siete?

Team seggiolone o team sedia evolutiva?

Fateci sapere cosa ne pensate!




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