TRAVAGLIO DI PARTO: Fasi e tecniche di contenimento del dolore naturali


Sapere, conoscere e soprattutto avere la consapevolezza delle fasi e delle sensazioni del travaglio può aiutare la futura mamma a vivere e gestire con maggiore tranquillità e controllo tutte le fasi decisive della nascita.

Il travaglio di parto è un’esperienza singolare, i tempi variano da donna a donna.

Solitamente il travaglio inizia spontaneamente tra la 37esima e la 41esima, l’induzione del parto avviene, per esempio,quando diventa più rischioso aspettare come, per esempio, nel mio caso in cui soffrivo di diabete gestazionale dunque, non potevo andare oltre il termine, la mia piccola ha voluto però sorprenderci nascendo cinque giorni prima del previsto.

Ci sono diverse fasi di travaglio:


  • Il periodo prodromico avviene prima del vero e proprio travaglio attivo che porterà concretamente alla nascita del nuovo bambino. Nel periodo prodromico, soprattutto in una donna al primo parto può avere una durata variabile, le contrazioni sono inizialmente brevi e irregolari, per poi acquistare un po' alla volta maggiore ritmo e coordinazione.Si verificheranno l'appianamento e la scomparsa del collo uterino. Il dolore inizierà progressivamente a farsi percepire in modo sempre più riconoscibile, soprattutto a livello addominale e lombo-sacrale, ma le pause saranno ancora lunghe e prevalenti. In questa fase, nel caso in cui le condizioni fisiologiche sono possibili si può trascorrere questi momenti a casa. In questo periodo di tempo, è consigliato, dove possibile, fare una doccia, fare una passeggiata, mangiare o bere qualcosa. Si consiglia di recarsi in ospedale quando da almeno due ore consecutive si avvertono contrazioni regolari e dolorose con un intervallo di circa 5 minuti (per le primi gravide)


  • Fase dilatante o primo stadio. Il segnale invece che il travaglio è avviato, è quando le contrazioni, oltre ad essere ritmiche (ogni 5-10 minuti), diventano più lunghe. La fase dilatazione avviene dai 4 cm di dilatazione alla dilatazione completa di 10 cm. Qui si viene ammesse in sala parto e affidati alle cure di un’ostetrica, che oltre a controllare l’evoluzione del processo, il benessere e la salute del bambino sostiene anche la futura mamma. Per contrastare il dolore, quando necessario, si possono utilizzare metodi naturali diversi e complementari, e senza controindicazioni, come per esempio assumere posizioni libere, dove possibile l’aromaterapia, avere la possibilità di una sala parto attrezzata per rilassarsi con luci soffuse e magari con una doccia, dove potersi muovere liberamente, oppure si puo ricorrere all’autilizzo di farmaci quali la partoanalgesia. Il travaglio è anche pausa, non è solo dolore (è dolore/pausa, dolore/pausa). La natura aiuta producendo l’antidoto al dolore, come spiegato nella nostra diretta, le endorfine invadono il corpo materno. Non siamo costrette a stare sul lettino, in questa fasi è bene il movimento (stai in piedi, sali, scendi, accovacciati, sdraiati, inginocchiati, mangia, bevi, fatti massaggiare dal partner).





Posizioni libere durante il travaglio di parto

  • Fase espulsiva o secondo stadio. Dalla comparsa delle spinte spontanee alla fuoriuscita del bambino. Le spinte arrivano, si percepiscono quindi non abbiate paura che ciò non accada. È bene non trattenere il respiro, anzi è importante respirare e recuperare le forze per la spinta sucessiva. Anche la presenza del proprio marito o compagno in questa fase sono importanti, il loro sostegno, non solo psicologico ma anche fisco magari con un massaggio possono essere di molto aiuto. Una volta nato, vi sarà il contatto pelle a pelle sulla quale faremo un post specifico perché è davvero un momento emozionante e ha bisogno di qualche ora.

  • Secondamento o terzo stadio. Espulsione della placenta e ripristino della contrattilità uterina. Non dimentichiamo che l’attacco precoce al seno è un elemento di sicurezza e di contenimento della perdita di sangue della mamma. Gli studi condotti in proposito hanno svelato che nelle due ore dopo la nascita, mamma e bambino sono fisiologicamente pronti e predisposti per il primo contatto e la prima “poppata”.

Il travaglio può sembrare infinito, complicato e a volte davvero stancante ma ogni contrazione, ogni minuto che passa, ogni ora ci portano sempre più vicino ad avere tra le braccia il nostro bambino e questo vale ogni momento di quelle ore.










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